PORTE APERTE - LEONARDO SCIASCIA

 


Porte aperte di Leonardo Sciascia è un romanzo che mette al centro un fatto realmente accaduto, ossia la vicenda del giudice siciliano Salvatore Petrone, detto "piccolo giudice", che nel 1937 si rifiuta di condannare a morte un pluriassassino. Quest'uomo aveva ucciso sia la moglie sia dei colleghi e tra questi c'era anche un notaio molto vicino al partito fascista, un elemento fondamentale se si tiene conto del fatto che in casa dell'assassino viene, invece, ritrovato un ritratto di Matteotti. Il "piccolo giudice" farà in modo che la condanna non arrivi nella sua corte, ma sembra che la sua presa di posizione sia destinata a non essere condivisa.

Il protagonista di questa storia, dunque, diventa un esempio di eroe fermo nella sua convinzione e portavoce di una visione del mondo che pare vicina a quella dell'autore stesso. Petrone, infatti, va contro le aspettative del governo, dei colleghi e della famiglia. Egli non crede nella pena di morte e questa sua fermezza non viene scalfita da alcuna imposizione, resta pertanto fedele alla propria etica. 

L'aspetto interessante è il fatto che all'interno di questo romanzo sia indispensabile mettere in luce l'elemento delle voci. Infatti le voci dei personaggi, sia interiori sia dialogiche, analizzano passo dopo passo la storia contemporanea, mostrandone luci e ombre. In questo modo, la voce del "piccolo giudice" analizza e decostruisce ogni discussione, evidenziando l'ipocrisia di alcuni personaggi e ricostruendo le tensioni che si percepivano al tempo in ambito giudiziario. 

Rebecca Luisetto

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