IL CONSIGLIO D’EGITTO - LEONARDO SCIASCIA


Il Consiglio d'Egitto di Leonardo Sciascia è un romanzo storico ambientato nella Palermo di fine '700. Una città che si trova ad essere immersa nell'epoca premoderna, in un sistema feudale oppressivo e incapace di gestire il territorio, escludendo da ogni cosa la classe bassa e favorendo solamente chi i privilegi già li possiede. 

La narrazione ha al centro due personaggi diversi, le cui vite si incroceranno all'interno del romanzo. Il primo è l'abate Vella, un maltese che decide di falsificare un manoscritto sulla vita di Maometto, trasformandolo in un'opera che ridefinisce la distribuzione dei territori tra i potenti. Sarà proprio in questo modo che inizierà ad ottenere favori e a ricevere regali da chi, a causa di questa antica scrittura, correrebbe il rischio di perdere la propria posizione sociale e le ricchezze. Il secondo personaggio, invece, è l'avvocato Di Blasi, un illuminato che crede nel riformismo. Sarà proprio per la sua inclinazione a voler riformare gli ambiti come l'agricoltura, l'istruzione e la giustizia, che lo porteranno a voler organizzare una congiura contro il viceré. Tuttavia, il suo progetto non troverà applicazione, perché verrà scoperto, catturato, torturato e mandato a morte. 

L'aspetto interessante all'interno di questo romanzo è sicuramente l'intreccio delle due storie che riescono a trasmettere al lettore l'immagine esatta della Sicilia dell'epoca. Sciascia, infatti, vuole mostrare come ogni tentativo di difendere i più deboli risulta inefficace in un contesto in cui coloro che hanno il potere non mirano al miglioramento dell'ambiente in cui si trovano, ma puntano soltanto a mantenere stabili le proprie ricchezze. 

Rebecca Luisetto

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