CANTO DI NATALE - CHARLES DICKENS

Quando l'aria si fa più fredda, il naso inizia a sentire il profumo di neve e gli occhi brillano sotto le luci dell'albero, è arrivato il momento di riaprire le pagine di una delle storie più amate di sempre. "Canto di Natale" di Charles Dickens è una favola che ha attraversato le epoche con la sua dolcezza e al tempo stesso con la sua forza. 

Al centro della nostra storia c'è il vecchio Scrooge, un banchiere avaro ed egoista, infastidito dal mondo ma soprattutto dalle festività, perché tolgono tempo al guadagno. Perciò, costringe il suo impiegato mal pagato a rimanere a lavorare fino a tardi la vigilia. L'anziano, poi, uscito tardi dal suo ufficio, risponde male a tutti coloro che intonano un canto natalizio o che gli fanno gli auguri. Arrivato sulla soglia di casa, gli sembra di vedere il volto del defunto collega Jacob Marley nel battiporta e ne viene turbato. Subito dopo, mentre sta cenando, percepisce dei rumori strani che iniziano a spaventarlo, fino a quando non gli compare proprio il fantasma del suo collega, che mostra i segni del proprio egoismo che in vita lo ha portato soltanto ad accumulare denaro e a rifiutare ogni gesto generoso. Ora quell'uomo è lì ad ammonire il nostro protagonista  che sta per ricevere la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, del Natale presente e del Natale futuro. Saranno proprio questi fantasmi a mostrare a Scrooge la cruda verità e che porteranno l'anziano banchiere ad uno straordinario cambiamento. 

L'aspetto potente di questo racconto è che lo stile gotico della narrazione convive con una morale, che si impegna nella denuncia delle piaghe della contemporaneità dell'autore come la povertà, lo sfruttamento del lavoro minorile e l'analfabetismo; ovvero tutti quei temi che venivano elencati nella stessa Poor Law (Legge contro la povertà).

Rebecca Luisetto 

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