LA PRIMA LUNA STORTA - GIOVANNI B. ALGIERI

 


Quante volte, fin da bambini, ci siamo sentiti dire: "Ti sei alzato con la luna storta"? Io almeno un centinaio. Una sensazione inspiegabile, che ci mette con il piede di guerra contro il mondo già dalle prime luci del mattino. Non ci sono motivazioni particolari, ma un insieme di pensieri e preoccupazioni che ci disturbano la notte e rimangono in noi per tutta la giornata seguente. 

Il libro di Giovanni Algieri mi ha quindi colpito subito per il titolo, tanto accattivante quanto curioso e che può essere definito il filo rosso che collega le varie storie narrate tra queste pagine. "La prima luna storta", infatti, è una raccolta di racconti che narrano la vita di protagonisti molto diversi tra loro, ma che impattano sul loro destino in modo stupefacente, intendendo questo termine sia dal suo lato positivo che dalla sua accezione più negativa. 

Il primo racconto si intitola "Vediamo chi è più povero" e narra la storia di una rivelazione durante una cena natalizia da parte di un giovane personaggio che è evidentemente in difficoltà a comunicare con la propria famiglia. Si passa poi a "Punto e a capo" che insieme a "La felicità bussa tre volte" e "Girare il mondo non ti salverà", usa come protagonista principale la delusione causata da relazioni amorose che non hanno un lieto fine. Si arriva poi a "La prima luna storta", la storia che dà nome al libro e che è stata quella più sconvolgente dal mio punto di vista, perché al centro c'è un bambino che a tutti i costi vuole togliersi la vita annegando. "Spiegare una situazione inspiegabile a una persona improbabile", invece, racconta l'hangover di tre disoccupati. "Volevo solo volare" mette al centro la relazione tra nonno e nipote, sottolineando il fatto che quest'ultimo vede sempre il più vecchio come un eroe capace di cose incredibili e poi si rende conto che è solo un essere umano, in grado però di dare insegnamenti fondamentali. "Straordinari" racconta invece di un regista che non riesce a concludere una scena, perché l'attrice non ricorda le battute, ma nel mentre viene interrotto dalla sua più grande amica che ancora una volta vuole dare una svolta alla sua esistenza. "Nessuno ride da solo" è una vignetta divertente che racconta le battute di una madre per nascondere la verità al suo bambino che per la prima volta vede una prostituta. Ultima, ma non per importanza, "Colpi di sfortuna" che narra del sentimento d'amore che appare nel momento in cui non ce lo aspettiamo, ma l'autore per renderlo ancora più interessante lo interseca con il mondo del cinema  dove sembra che il soprannaturale possa a volte coincidere con la quotidianità. 

L'aspetto che più mi ha interessato di quest'opera è il fatto che non sia per nulla banale. Le storie sono dei cerchi ben costruiti, che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine ben architettati. Ho trovato la cruda ironia della realtà, i sogni irrealizzati che ogni animo vive e la sofferenza anche nella più frequente delusione che serpeggia tra gli uomini, quella d'amore. Giovanni Algieri ha creato dei quadretti quotidiani, che rispecchiano la vita di tanti personaggi diversi per età e stile di vita, ma che condividono l'essere vittime del proprio destino che, a volte, si diverte a giocare con noi.

Rebecca Luisetto 

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